Non ci sono alternative alla Speranza

Comunicazione del Sindaco

Data:
22 Novembre 2020
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Non ci sono alternative alla “Speranza”

 

 

Carissimi, prima di scrivervi mi sono chiesto quali parole potrebbero avere significato in questo momento difficile della nostra storia comunitaria, della storia di questo nostro Paese. Vi devo confidare che qualsiasi pensiero che cercavo di “inseguire” nel profondo del mio sentire si frantumava sugli scogli della sofferenza, dell’incertezza, della fragile prospettiva dovuta al momento che stiamo vivendo e, quasi inaspettatamente, si sono focalizzate tre parole: Unità, Umanità e Speranza.

Unità. Non capisco ancora oggi l’incapacità di trovare una sintesi tra politici, scienziati e opinione pubblica, nella quale ritrovarsi per combattere l’evidente difficoltà in cui ci ritroviamo indistintamente tutti. Il “nemico” è unico, subdolo e invisibile e fa parte della nostra fragilità di essere “umani”, non è di destra o di sinistra, non è di parte, ma provoca una situazione che ha degli effetti destabilizzanti, sia in termini di salute sia sociali ed economici, nella quale nessuno si è trovato preparato e che ha degli effetti che nessuno può “sminuire”. Nessuno può certificare che questa epidemia sia una semplice influenza e che le misure adottate siano “esagerate” di fronte a un numero di decessi indotto che supera di gran lunga qualsiasi “normale influenza” del passato conosciuto. Nessuno si può dire “esperto” perché nessuno lo è, e nessuno ha una “formula magica” per prendere decisioni che, di fatto, restringono la libertà di ciascuno, così come la abbiamo conosciuta in questi tempi “moderni” (sentirsi liberi di far ciò che si vuole senza pensare agli altri). In questi “tempi” mi sarei aspettato che almeno le figure che occupano posti di “responsabilità” sia a livello amministrativo, sia di opinione pubblica, affrontassero la questione della pandemia COVID con una certa “umiltà” e un doveroso “discernimento” per dare a tutti la sensazione che i provvedimenti da prendere fossero necessari e utili all’intera comunità nazionale. Parlare di Unità non significa parlare di unanimità, anzi, è dalla diversità che nasce l’Unità e quindi se pur giusto e doveroso comunicare pareri diversi di fronte all’attuale situazione di difficoltà, è utile che questi siano mirati a trovare le soluzioni migliori per “guidare” al meglio l’intera comunità nazionale.

 

Umanità. La malattia che si è diffusa ha purtroppo toccato il profondo intimo della nostra “umanità” tirando fuori da ciascuno cose buone e cose “orrende”. Generare il pensiero che chi, malauguratamente, è stato colpito dalla malattia sia un “appestato” da cui stare lontano o abbia una “colpa”, o “inventare” che questa malattia sia stata “prodotta” e diffusa per uno scopo “politico” e di “potere” è ciò che di più spregevole si possa fare. Siamo “esseri umani” e in quanto tali portatori di una debolezza e una fragilità connaturata nel nostro “essere persone finite e non infinite”. Fortunatamente la maggioranza silenziosa ha generato anche pensieri di vicinanza, di responsabilità e di solidarietà. Anche in questi giorni dove la diffusione della malattia ci mette alla prova molte sono le persone che coscientemente s’impegnano per alleviare le sofferenze morali e fisiche di chi non sta bene e si adopera “volontariamente” per dare una mano. La vera “umanità” nasce proprio nei momenti difficili, dove le persone si riconoscono “bisognose” delle altre persone e dove quest’ultime tendono la mano rendendosi disponibili soprattutto nelle piccole cose. Devo testimoniare che in questo momento, dove la malattia si sta diffondendo velocemente, raggiungendo numeri non visti nella prima ondata, le reti familiari e di vicinato stanno svolgendo un compito fondamentale per la tenuta sociale della nostra comunità. Qual è se non questo “essere prossimi” il senso di “Umanità” che ci deve tenere uniti? E qui ringrazio davvero tutti coloro che si aprono all’attenzione degli altri, dai medici agli infermieri, agli operatori ospedalieri, a coloro che lavorano nelle RSA, agli operatori del Pronto Soccorso, ai volontari della ProCiv, alla Caritas Parrocchiale, ai Dirigenti scolastici e a tutti i lavoratori della “Scuola” di ogni ordine e grado (insegnati e non), ma anche a tutte quelle persone che si adoperano quotidianamente con azioni di “buon vicinato” soprattutto nei confronti di chi in questo momento è in forte difficoltà, causa la malattia.

 

Speranza. Non ci sono alternative alla Speranza che tutto ciò abbia un termine. Non ci sono alternative se non quelle di proseguire la nostra vita compiendo responsabilmente il nostro dovere, mantenendo le distanze, indossando la mascherina, mettendo in campo comportamenti corretti nei confronti degli altri, sia che essi siano familiari, amici, conoscenti, compagni di lavoro. Tutti siamo chiamati, ciascuno nel proprio ambito, a “fare” la nostra parte. Mi auguro, e quindi “ho la speranza”, che l’esperienza che stiamo vivendo ci faccia comprendere quanto siano importanti parole e gesti d’incoraggiamento, di vicinanza, di condivisione e anche d’impegno nella vita sociale e comunitaria di cui siamo parte e che questa esperienza sia foriera di un responsabile legame, di una nuova vita d’impegno reciproco nel futuro di queste nostre comunità di Gorla e di Prospiano.

 

Azioni Emergenza Covid

Dal mese di Ottobre il numero dei contagi è aumentato rapidamente e ha, di fatto, riproposto una situazione di criticità, tanto che nel mese di Novembre il Governo ha preso decisioni importanti di limitazione soprattutto per ciò che concerne le popolazioni lombarde e quindi anche per tutti noi. Di fatto non abbiamo mai dismesso la COC comunale e per l’occasione ci siamo attivati per mettere in campo due azioni in particolare: spazio Vaccinazioni (Sala Verde Villa Durini) e riattivazione del numero Verde 800416999 per le emergenze. In entrambi i casi s’impegnano persone della ProCiv e volontari che però, data la situazione di non completa chiusura di aziende o attività lavorative, sono in numero ridotto. Stiamo comunque cercando di rispondere alle esigenze di tutti e, mi permetto di dirlo con cognizione di causa, posso affermare che lo stiamo facendo con efficienza e con tempestività per cui ringrazio di cuore chi si sta impegnando con abnegazione e responsabilità mettendoci del proprio tempo.

SCUOLE – uno dei punti critici di questa emergenza sono le scuole. L’inizio è stato incoraggiante, abbiamo riattivato il Piedibus e sembrava che il tutto funzionasse bene, ma purtroppo la malattia si è diffusa e si è dovuti intervenire attraverso forme e prassi previste dai protocolli sanitari oltre che procedere con una sanificazione straordinaria in sinergia con la Dirigente e gli organismi scolastici. I volontari del Piedibus non si sono persi d’animo, e io ne sono stato felice, e hanno continuato il servizio per dare ancora una volta segno di continuità e speranza a bambini e famiglie.

 

Poiché quest’articolo lo potrete leggere in prossimità delle festività natalizie, vorrei concluderlo con un saluto che mi auguro assuma un significato particolare visto, l’andamento complicato, difficile e pieno di sofferenza, di quest’anno che se ne va. Ho cercato di stare vicino a tutti il più possibile, ho conosciuto molti di voi che prima non conoscevo, sono entrato nelle vostre case pensando di dare una parola di conforto e di speranza, e mi auguro di esserci riuscito almeno un po’, ho sofferto con chi purtroppo ha perso una persona cara anche a causa della malattia.

 

Riconosciamoci nell’umanità cui apparteniamo e nella quale noi soffriamo, lottiamo e speriamo e siano i pensieri di “buon vicinato” e di “reciprocità” quelli che ci possano guidare nel cammino della nostra vita.

 

 

                                                                                           Il Sindaco

 Vittorio Landoni

 

“Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo.  L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.”
(Albert Einstein)

 

Ultimo aggiornamento

Domenica 22 Novembre 2020